Insieme per l'Ospedale a misura di Bambino
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Nella primavera del 2001, raccogliendo un’idea lanciata qualche tempo prima dalla Barilla G. e R. Fratelli Società per Azioni, l’allora direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma chiedeva alla stessa Barilla di assumere un ruolo attivo nella ristrutturazione del padiglione Pediatria. La proposta dell’Azienda Ospedaliera consisteva nella richiesta di finanziare la ristrutturazione del padiglione di Pediatria sulla base di un progetto di interventi definiti dall’Ufficio Tecnico dell’Ospedale. L’immediata disponibilità espressa dalla Barilla si accompagnava per altro alla volontà di affrontare il tema con un “approccio metodologico esemplare”. In tal senso, l’ipotesi progettuale prospettata appariva caratterizzata da una logica di interventi “di necessità”, destinati a risolvere i problemi contingenti, con il rischio di un’inevitabile obsolescenza se proiettati in una prospettiva di medio-lungo termine. La decisione assunta fu quindi di operare per fasi, cominciando ad inquadrare la problematica con uno Studio di Fattibilità.
Il primo Studio di Fattibilità fu completato all’inizio del 2002. Sulla base del quadro esigenziale furono individuate e valutate tre diverse soluzioni alternative per il padiglione Pediatria:

a) la ristrutturazione dell’edificio esistente;
b) la realizzazione di un nuovo padiglione pediatrico;
c) la ristrutturazione dell’edificio esistente integrata da un ampliamento.

La prima soluzione, pur rispondendo parzialmente a ineludibili bisogni di riorganizzazione, adeguamento e funzionalizzazione del padiglione esistente, venne ritenuta non sufficiente ad una risposta “di eccellenza” proiettata nel medio-lungo termine e con un rapporto costi/benefici sfavorevole.
La seconda ipotesi venne accantonata alla luce delle scelte compiute dall’Azienda Ospedaliera successivamente allo Schema Direttore del 1995.
Fu quindi prescelta la terza possibilità consistente in una soluzione mista di ristrutturazione e rifunzionalizzazione del padiglione esistente integrata da un ampliamento. Complessivamente, tramite la ristrutturazione con ampliamento, il padiglione di Pediatria sarebbe passato dagli attuali 6.250 m2 a circa 7.400 m2.
Nell’ottobre 2003 fu approntato il secondo studio di fattibilità in seguito al cambio direzionale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma. L’attività svolta dal team di lavoro comprese una ricognizione sulle iniziative analoghe già realizzate o in fase di realizzazione, concretizzata in ricerche sulle fonti e in visite a progetti analoghi recentemente completati o in fase di costruzione. Tale raccolta di informazioni consentì di valutare la situazione attuale, i trend di crescita, il bacino di utenza provinciale e regionale, con il risultato di determinare gli effettivi fabbisogni.
Sulla base di questo nuovo quadro esigenziale furono analizzate quattro diverse soluzioni alternative:

• la ristrutturazione del padiglione esistente e la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica in ampliamento;
• tre diverse soluzioni per la realizzazione di un padiglione pediatrico totalmente ex novo.

La prima soluzione, concettualmente simile, ma di maggiori dimensioni rispetto a quella individuata in sededi primo “studio di fattibilità”, consisteva in un’ipotesi mista costituita da un ampliamento integrato alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione del padiglione esistente. In questa ipotesi il nuovo corpo di fabbrica avrebbe dovuto accogliere le aree che richiedono un’elevata qualità “tecnologica” liberando spazi per funzioni con minori necessità nell’edificio esistente, che avrebbe dovuto essere ristrutturato. Dopo un’attenta analisi questa ipotesi fu scartata per le seguenti ragioni:
• il nuovo edificio ad alta tecnologia, il cosiddetto “Ospedale di notte”, avrebbe comportato un dimensionamento comunque rilevante e avrebbe lasciato nell’edificio esistente, destinato al cosiddetto “Ospedale di giorno”, una quantità di superfici da ristrutturare eccessiva rispetto alle effettive necessità delle funzioni da allocare;
• se si fosse mantenuto l’attuale padiglione pediatrico, il sedime impegnato avrebbe fortemente condizionato la possibilità di una soluzione efficiente;
• il costo dell’intervento sarebbe stato elevato senza ottenere alla fine un risultato qualitativamente ottimale (nel rapporto costi/benefici) rispetto agli obiettivi prefissati.
Nell’ambito delle tre soluzioni che prevedevano un complesso realizzato ex novo sull’attuale sedime, fu infine prescelta quella che in prospettiva meglio si adattava alla futura integrazione tra il padiglione Pediatria e il padiglione Maternità. Si trattava di un piano programmatico costituito da tre fasi di attuazione per il padiglione Pediatria e da altre fasi per il padiglione Maternità con l’obiettivo finale di realizzare un comparto materno-infantile completamente rinnovato.
Le ragioni fondamentali alla base della soluzione prescelta furono:

• una risposta definitiva e di qualità elevata alle necessità del reparto Pediatria;
• la possibilità di graduare nel tempo gli interventi e le risorse necessarie;
• la possibilità di un intervento che in fase finale e pur realizzato da soggetti diversi, integrasse l’intero comparto materno-infantile in un unico complesso.
In data 12.7.2005 fu firmato un Protocollo di Intenti tra Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Comune di Parma, Barilla G. e R. F.lli Società per Azioni, Impresa Pizzarotti & C. S.p.A., Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su Pegno di Busseto, avente come finalità di dotare l’Azienda Ospedaliera di Parma di un nuovo padiglione di Pediatria.
Per dare attuazione agli impegni di cui al Protocollo di Intenti, su iniziativa di Barilla G. e R. F.lli Società per Azioni, Impresa Pizzarotti & C. S.p.A., Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su Pegno di Busseto, in data 29.12.2005 fu costituita la “Fondazione Azienda Ospedaliera dei Bambini di Parma o.n.l.u.s.” alla quale, tra l’altro, sarebbe spettato il compito di stipulare atti giuridici con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma con il Comune di Parma e con tutti i soggetti professionali ed imprenditoriali coinvolti nell’iniziativa.

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